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AROUND THE WORLD - Viaggio nella fotografia italiana d'autore
24 | 27 settembre 2009 Sala Rubbiani, Palazzo Re Enzo e del Podestà - Bologna
Ringraziamo tutti per la grande partecipazione e l’entusiasmo per la nostra mostra e i nostri eventi. Oltre 10.000 persone in 4 giorni hanno percorso insieme ad Artistocratic un viaggio intorno al mondo ma anche intorno alla fotografia, alle infinite variazioni del suo linguaggio e dei suoi utilizzi, un viaggio che si sviluppa attraverso autori entrati nella storia del mezzo e autori più giovani, che rappresentano le diverse sensibilità, anche generazionali, di un'arte che ha contribuito a rendere il mondo più piccolo, e la nostra capacità di vederlo e interpretarlo più grande.
Anche di questo si è discusso durante l’incontro “Nuove forme, Nuovi strumenti della fotografia. L’esperienza del nuovo nelle immagini di Franco Fontana, Maurizio Galimberti e Davide Bramante” che ha visto oltre 100 partecipanti riempire la sala del Capitano per ascoltare Davide Bramante e Maurizio Galimberti raccontare la loro esperienza del nuovo nelle loro scelte artistiche. Con le sue visioni metropolitane Bramante racconta i suoi viaggi (fotografia e viaggio sono le due grandi passioni di Davide) attraverso una sovrapposizione di immagini che rende appieno il senso della contemporaneità, sempre più veloce. Con il suo lavoro estenuante di ricerca attraverso le polaroid, componendole, incidendole, ingrandendole, Galimberti frammenta la realtà e la ricostruisce fornendoci una visione nuova e originale del paesaggio e dell’essere umano. Il risultato è una fotografia affascinante, multidimensionale che deforma l’immagine più immediata e prevedibile del nostro occhio.
A raccontarci le loro opere anche i più giovani artisti che lavorano con Artistocratic. Fausto Corsini ci ha raccontato il suo percorso segnato dall’incontro con Franco Fontana (la mostra ha proposto anche 4 inediti del padre della fotografia italiana) che ha sbloccato un suo momento di empasse artistico e che ha visto varie fasi: dalla fotografia come racconto di se stesso alla fotografia come interpretazione del suo rapporto con gli altri; fino al progetto Flower che celebra la nascita di sua figlia attraverso minuscoli fiori che, fotografati contro la luce del sole, quasi esplodono di vita e ci raccontano la potenza che hanno i “piccoli”.
Andrea Pacanowski ci ha raccontato invece il suo atteggiamento nei confronti del mondo, un atteggiamento caratterizzato da una volontà di interpretazione, elaborazione, trasformazione delle immagini in chiave assolutamente personale, che talvolta rende persino irriconoscibile i luoghi fotografati. Rimane però ancora un mistero la sua tecnica fotografica che senza alcuna post-produzione deforma le immagini e ne confonde le forme. C’è chi pensa sia una fotografia attraverso una lastra di ghiaccio, chi pensa all’utilizzo di filtri di vetro antico. Ma non importa il come. Importano le emozioni che ognuno sente, prova e immagina nel guardare le sue opere.
La partecipazione ha toccato il suo massimo alla performance di Maurizio Galimberti che ha Cesare Cremonini con il suo straordinario mosaico di Polaroid. E’ stato un’occasione per tanti (anche se alcuni purtroppo non sono riusciti a entrare per eccesso di persone, e ce ne scusiamo) di assistere a un modo nuovo di vivere l’arte. E’ stato un evento davvero elettrizzante e pieno di energia. Maurizio ha spiegato di aver cercato qualcosa che facesse “venire fuori” Cesare in maniera forte e di averlo individuato nel suo tatuaggio di Freddie Mercury sul braccio. “Ho cercato di far uscire il Freddie Mercury che c’era in lui, nei suoi sogni, nella sua voglia di essere musicista” racconta Maurizio. “In questo ritratto ho cercato di raccontare Cesare partendo dalla sua mano, questa mano che si spezza, arriva fuori Freddie Mercury e poi la mano rientra e torna dentro verso Cesare. Freddie Mercury rappresenta un po’ il suo sogno, il suo punctum, quel qualcosa che scrive la sua vita di artista con la quale lui si contamina a livello di emozioni. È quello che cerco di fare io nei miei lavori con il futurismo di Boccioni, con il ritmo cinetico di Marcel Duchamp, con Octavio Paz quando parla della “Apariencia desnuda”. È stata una contaminazione reciproca anche in questo caso e il risultato è stato molto soddisfacente.”
Tutto il team di Artistocratic ringrazia di cuore Maurizio e Cesare per la passione e l’entusiasmo che hanno messo in questa performance dando così a tutti noi l’opportunità di assistere alla fase creativa dell’opera e contribuire così alla nostra missione di avvicinare sempre un più ampio pubblico alla fotografia e all’arte.
Come dice Maurizio “La fotografia deve raccontare l’odore della gente, deve raccontare il colore della gente e il bello di fare il fotografo è che con il suo mezzo sta in mezzo a questi colori, odori, sapori...”.
Grazie anche a tutti coloro che hanno partecipato. Vi invitiamo a registrarvi sul nostro sito per rimanere in contatto con noi e partecipare alle nostre iniziative.
Enjoy the new art experience on www.artistocratic.com!

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