28 agosto | 25 settembre 2010
Cà - Cà Foscari San Giobbe 2010
performance di Maurizio Galimberti e mostra fotografica di Luca Capuano
in occasione della 12. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia
2010
IL TUO RITRATTO D'AUTORE
Invita Maurizio Galimberti a realizzare il tuo ritratto
Video, immagini e informazioni
29 gen | 5 feb 2010
THE NEW ART EXPERIENCE
Mostra fotografica di Fontana, Galimberti, Bramante e Pacanowski
Video, galleria immagini e racconto della mostra
MARZO 2010
Nuova collezione online: IL PAESAGGIO DESCRITTO
Le fotografie di Luca Capuano raccontano i Siti Italiani Unesco
24 | 27 SETTEMBRE 2009
AROUND THE WORLD
VIAGGIO NELLA FOTOGRAFIA ITALIANA D'AUTORE
Video, immagini, interviste e report della mostra
JUNE, 10 2009
VIRTUAL VERNISSAGE
ENJOY THE NEW ART EXPERIENCE
ARTISTA: Geppetti, Marcello
Intro Biografia Mostre e pubblicazioni Opere CommentiGeppetti, Marcello
Può sembrare un’osservazione scontata ma negli anni a cavallo tra i ‘50 e i ‘60 il lavoro, l'impresa”, lo scoop” il ruolo, l’azione del fotoreporter, del paparazzo (allora non era dispregiativo,) era differente rispetto ai professionisti dei giorni nostri. Oltre i personaggi (il bacio tra Liz e Burton, non era proprio la stessa cosa del flirt tra la velina e il calciatori) era proprio il rapporto che si instaurava con il divo e la diva ad essere differente. Il fotografo aveva il compito di “ritrarre”, era ancora “bohemien”, ancora artista. Nel caso di Marcello Geppetti, Tazio, Elio Sorci, Ivan Kroscenko, Paoletto Pavia, o il giovane Barillari, anche i litigi se dovevano esserci, erano vere e proprie scazzottate, non erano preparati e non esistevano i ricatti. Ad esempio quando Richard Burton voleva comprare i negativi del bacio rubato, Geppetti rispose che lui lavorava per i giornali, non per i privati. E' storicamente provato che questa “turma” di ragazzotti dall’accento romanesco non si stava rendendo conto che stava creando la storia. Era proprio la qualità (non è solo una questione di qualità di foto, anche se le Leika non sono le digitali di oggi), la genuinità, la veridicità delle loro azioni che contribuivano a creare quel periodo unico, irripetibile, meraviglioso, che era la Roma della Dolce Vita. Tutto, infatti, succedeva a Roma e tutti si trovavano nella capitale: il divo, la diva, il politico, lo sportivo, dovevano passare, farsi vedere, farsi fotografare in quel triangolo che andava tra via Veneto, via Condotti e piazza di Spagna. Luoghi che rappresentavano in quegli anni il centro dell’universo. Erano il posto dove tutto accadeva, come le premiazioni di Totò, Sophia Loren e Marcello Mastroianni, i ricevimenti, il concerto di Chet Baker, gli incontri tra artisti come Ungaretti, Moravia, Brancati al caffe Greco di via Condotti. Se volevi assaporare la vita di Roma c’era “Meo Patacca”, se preferivi un cocktail elegante lo trovavi al Club 84, per la cena “in” c'era la piccola Budapest (soprattutto se volevi incontrare Jane Mansfield o Ava Gardner). C’era poi il bar di tutti i bar: il Cafè de Paris dove Marcello Geppetti è stato parte integrante, caposaldo, figura determinante di questo gruppo di “ragazzi” che ha fatto la storia della fotografia. E lui c’era, c’è stato sempre per 40 anni senza quasi mai mancare, partecipe ad ogni fatto, avvenimento, storia. A lui appartengono gli scatti storici di Alberto Sordi davanti ad un piatto di spaghetti fumante al famoso Meo Patacca, del re di tutti i cowboys, John Wayne che si attacca ad una bottiglia di vino nostrano a piazza Esedra, oppure del maestro Antonioni sempre un po’ restio a farsi fotografare, immortalato durante i suoi pranzi romantici con la sua musa di allora Monica Vitti. E ancora la divina Lili Marlene sola, pensierosa che sorseggia un bicchiere di superalcolico, in uno dei suoi ritratti più belli. Geppetti era talmente presente che anche se Mastroianni voleva fermarsi una notte a gustarsi in un forno in un vicolo di Roma un cornetto caldo, se lo ritrovava fra le “scatole”. Ma erano contenti tutti e due. Non possiamo dimenticare nemmeno il grande De Sica che pranza con la divina Sofia durante una pausa de “La Riffa” a Lugo di Romagna. Passeggiando per una via di Roma era possibile imbattersi in Audrey Hepburn che, con la sua modestia paragonabile alla sua grandezza unica, entrava con il foulard in testa in una comune frutteria per far la spesa come una qualsiasi casalinga nostrana. Tutti lì, quasi sempre in posa, quasi sempre contenti (e se non lo erano visivamente, magari lo erano in cuor loro) sia che fossero davanti a una bella pastasciutta, a un Martini o un whisky, oppure a un banchetto infinito. Non si creavano grandi problemi, se erano ritratti a bocca aperta o mentre masticavano, eppure quanto erano più grandi della “divetta” di oggi. E Marcello Geppetti era là, sempre presente, anche nel ritrarre questo gesto vitale e felice che è il mangiare e il bere. Per eternare quel periodo da sogno, per eternare ancor di più questi personaggi meravigliosi e magari un giorno chissà, perché no, per eternare anche la sua arte. Lui che già è unico e eterno per chi l’ha conosciuto come professionista e per chi lo ha amato. Pare davvero di ascoltare la voce di Albertone, mentre sgranocchia un pollo alla diavola: ”Scatta Geppè!!!...scatta!!!...”.
Geppetti, Marcello
Marcello Geppetti, reatino di nascita classe 1933, ha cominciato da giovanissimo a sviluppare la sua passione per l’immagine e ad elaborare il suo punto di vista personale degli eventi. Comincia a presentare i suoi lavori a giornali ed agenzie di stampa facendosi apprezzare, oltre per la qualità delle sue foto, per il suo talento nella fotocronaca. I primi passi sono nell’agenzia Giuliani e Rocca, per poi passare al servizio di Meldolesi-Canestrelli-Bozzer, una delle più importanti agenzie degli anni ‘50-‘60. Proprio a quei tempi risalgono le incredibili e disperate foto delle donne che si lasciano cadere nel vuoto durante l’incendio dell’Hotel Ambasciatori a Roma, in via Veneto, nel cuore della Dolce Vita. Fu la casualità a far passare da lì Geppetti,che immortalò foto che fecero il giro del mondo per la loro forza giornalistica e la loro drammaticità.
Questi scatti, entrati a far parte dell’elenco stilato di recente da ARTH 923, dove il nome di Geppetti figura accanto a quello di Andy Warhol e Cecil Beaton, gli valgono numerosi encomi ma anche una minaccia di scomunica da parte del mondo clericale. Geppetti lascia l’attività da dipendente di agenzie che gli stava diventando stretta e comincia a lavorare come free-lance, iniziando anche una collaborazione, che durerà dieci anni, con il “Momento Sera”. Il periodo della Dolce Vita è il più proficuo dell’attività del fotografo: Roma si rivelava un set a cielo aperto, per le sue strade circolavano le stelle internazionali e Marcello Geppetti ha scattato foto che hanno fatto epoca come il primo nudo di Brigitte Bardot e il bacio che rivelò il tradimento di Liz Taylor a Eddie Fischer. Diventa uno dei precursori dei paparazzi e anche uno degli esponenti più importanti di quel movimento di fotografi di costume e, ad eccezione di Marylin Monroe ed Elvis Presley, che non hanno mai toccato nella carriera il suolo Italiano, ha ritratto tutte le più grandi stelle dell’epoca. Le sue opere hanno un grande valore documentaristico, restituendo ai fotografi di celebrità la giusta misura e la dignità di foto che testimoniano la grandezza di un periodo storico fondamentale per la storia italiana. Il suo nome fa il giro del mondo: le sue immagini appaiono su Time magazine, Life, Vogue, Donna Karan e in importanti esposizioni in galleria. La sua attività fotografica continua incessante anche nelle decadi successive in cui scatta testimonianze struggenti e emblematiche degli “anni di piombo” oppure si cimenta in viaggi sui set cinematografici della “commediaccia all’italiana”. Il 27 febbraio del 1998 scatta il suo ultimo clic e lascia in eredità un’immensa galleria di più di un milione di fotografie (che spaziano in ogni campo del giornalismo), la maggior parte delle quali inedite, che narrano con pennellate d’autore un periodo lunghissimo della nostra vita... e della nostra storia.
Geppetti, Marcello
Galleria Immagini
Alcune foto dell'artista
RASSEGNA STAMPA
"The Beatles in Rome 1965. Photographys by Marcello Geppetti"
http://www.amazon.com/Beatles-Rome-1965-Photographs-Marcello/dp/1933149124
"You're a Voyeur, I'm a Voyeur" by Dwight Garner, Sep. 15 1997
http://dir.salon.com/story/media/circus/1997/09/15/media/
New York Times "The Ignoble Paparazzi's Nobel Lineage: Degas, Too, Captured the Intimate" by Micheal Kimmelman, Sep. 8 1997
http://www.nytimes.com/1997/09/08/arts/the-ignoble-paparazzi-s-noble-lineage-degas-too-captured-the-intimate.html?pagewanted=2
"Paparazzi Picture Exhibit Opens" by David Richards, Sep. 9 1997
http://www.washingtonpost.com/wp-srv/inatl/longterm/diana/stories/paprz0909.htm
"Bruce Weber: Let's Get Lost"
http://www.photoeye.com/auctions/Auction.cfm?id=1286
www.davidkamp.com, Sep. 2 2006
http://davidkamp.com/2006/09/when_liz_met_dick.php
"Cutting to the chase" by Peter Plagens, Sep. 22 1997
http://www.newsweek.com/id/96999
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